Giro d’Italia sulle strade del gusto, tra sagre e specialità

Destinazioni

Prodotti della tradizione, tipicità culinarie, ricette e specialità locali: nell’ultimo anno Coldiretti ha assegnato 5.333 Bandiere del gusto alle eccellenze italiane. Ecco, regione per regione, cosa non può mancare nel piatto e quali sagre non dobbiamo perdere durante i nostri viaggi lungo lo Stivale.

L’Italia è il Paese della varietà culinaria, con tradizioni eno-gastronomiche regionali tanto ricche quanto diverse l’una dall’altra. Le vacanze estive sono l’occasione per tuffarsi nei sapori locali, grazie alle tante sagre e fiere che si svolgono lungo tutto lo Stivale, ma anche durante il resto dell’anno non mancano le opportunità per scoprire cosa c’è di speciale nei piatti di ogni regione.
Le “Bandiere del gusto” assegnate ogni anno da Coldiretti aiutano ad orientarsi, e a non perdere nessuna occasione di gustare le specialità a km zero. Le “bandiere” rappresentano una vera e propria guida culinaria dei prodotti tipici e genuini di tutte le regioni d’Italia, al servizio dei viaggiatori che vogliono scoprire il Bel Paese sapore dopo sapore.

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La sagra di Veroli, nel Lazio

L’Italia riparte dalle sagre

Le Bandiere del gusto sono il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari. Non si tratta solo di risorse locali e ricchezze dall’ambito circoscritto, bensì di un bene comune per l’intera collettività e di patrimonio anche culturale sul quale l’Italia può contare per ripartire dopo la crisi pandemica.

Paese che vai, sagre che trovi

Per essere insignite della Bandiera del gusto ed entrare a far parte del patrimonio eno-gastronomico riconosciuto da Coldiretti a un cibo non basta essere buono o originale. I prodotti agroalimentari e le specialità culinarie devono essere ottenuti secondo regole tradizionali, protratte nel tempo per almeno 25 anni. Sulla base dell’ultimo censimento di Coldiretti, le Bandiere del gusto in Italia sono in totale 5333, distribuite su tutto il territorio nazionale, molte delle quali salvatesi dalla pandemia grazie alla tenacia e al lavoro duro delle cooperative di agricoltori italiani.

Giro d’Italia della diversità

L’Italia è un concentrato straordinario di cultura del cibo, un sapere millenario che si è sedimentato grazie alle influenze e alle eredità dei tanti popoli che l’hanno attraversata e vissuta. Dai Greci ai Romani, dai Longobardi ai Normanni, dagli Spagnoli ai Francesi, ogni contaminazione ha lasciato il segno in uno o più specialità alimentari, costruendo quel patrimonio immenso che arricchisce la Dieta Mediterranea e che non a caso è stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità.

Cilento

Il Cilento

Campania regina del gusto

Non è un caso che il riconoscimento Unesco sia scaturito da uno studio condotto nel Cilento e che l’ultimo patrimonio accreditato sia stato quello all’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani: la mappa regionale della speciale classifica del gusto elaborata da Coldiretti vede in testa proprio la Campania, con ben 569 specialità tipiche: se siete in zona, tenete d’occhio le sagre paesane e le fiere alimentari, oltre che le bellezze paesaggistiche. Tra le specialità campane spiccano i formaggi, a partire dalla ricotta di fuscella di Sant’Anastasia, preparata con latte intero vaccino senza alcun tipo di conservante.

Toscana dai mille sapori

La Toscana, che per lunghi anni è stata in testa alla classifica delle regioni con più specialità tipiche, ne conserva ben 463. A fare la parte del leone tra i prodotti toscani, nelle sagre così come sulle tavole delle case vacanze, sono le carni fresche e gli insaccati, come il Tizzone di Giustagnana, la cui ricetta risale all’Ottocento, e celebre prosciutto di cinta senese, ricavato da un’antica razza suina allevata allo stato brado. Premiati anche tanti formaggi, come il pecorino di Roccalbegna (Grosseto) e preparazioni culinarie come la torta di Villa Basilica, una torta salata a base di riso dal color giallo ocra, farcita con formaggio e spezie piccanti.

Siena Toscana

Una cascina senese

Dall’antipasto al dolce, l’appetito vien viaggiando

La classifica vede al terzo posto il Lazio, con 438 eccellenze, seguito da Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Puglia, Liguria, Calabria, Lombardia, Sicilia, Sardegna e così via fino alla Valle d’Aosta. La valutazione prende a riferimento diverse specialità culinarie e tipicità agroalimentari, a partire dall’infinito assortimento di pane, pasta e biscotti, dalle tante qualità di verdure, sia fresche che lavorate, e da 143 tra bevande analcoliche, liquori e distillati. Sulle tavole degli italiani così come tra le bandiere del gusto non mancano pesci, molluschi, crostacei, formaggi, carni fresche, salami, prosciutti e insaccati di diverso genere.

Fare un giro d’Italia offre opportunità uniche per scoprire le ricette tipiche e i prodotti gastronomici protagonisti delle sagre e degli eventi che ravvivano le serate estive.

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Una sagra a Roma

Vacanze in Italia? Con Fairbnb.coop anche le api trovano casa

Tra le eccellenze del made in Italy figurano anche tante qualità di miele. Soltanto in Valle d’Aosta se ne annoverano tre: il miele di castagno (Mi de tsatagnì), il miele di rododendro (Mi de framicllo) e il miele millefiori di montagna (Mi de fleur de montagne). Con le api sempre più a rischio estinzione, il miele è uno dei prodotti alla cui tutela siamo chiamati a contribuire. Fairbnb.coop fa la sua parte acquistando arnie per gli apicoltori biologici in varie regioni d’Italia.

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Nuovi riconoscimenti per piatti antichi

La fantasia culinaria degli italiani non ha confini, tanto meno quelli regionali. Chi conosce gli ‘ndremmappi di Jenne? Si tratta di un tipico piatto della transumanza dell’Alta Valle dell’Aniene a base di pasta povera, ottenuta da farina integrale, acqua e sale, condita con un sugo fatto con olio, aglio, peperoncino, pomodoro e alici: semplice e gustosissimo. Tra le Bandiere del gusto troviamo anche la soperzata di Rivello, in Basilicata, un salume che si distingue per qualità e metodi di produzione dai tanti insaccati analoghi diffusi in tutto il Sud Italia e che viene prodotto da oltre tre secoli.

Rivello Basilicata

Rivello in Basilicata

La bandiera della biodiversità

Ogni anno, grazie allo scrupolo e alla tenacia di molti agricoltori italiani, vengono recuperate antiche qualità di tanti prodotti alimentari salvandole dall’estinzione. È il caso del carciofo di Mola, in Puglia, la cui scomparsa sembrava inarrestabile a causa di una malattia che causava l’avvizzimento dei capolini. Alcuni tenaci agricoltori sono riusciti a ridare vigore alla sua coltivazione, e Coldiretti ha assegnato loro la Bandiera del gusto. Riconoscimento anche per le paccucce di Colmurano (Marche), spicchi di mela preferibilmente rosa messi a essiccare al sole o al forno e conservati per l’inverno immersi nella sapa, per essere poi utilizzati in vario modo, in particolare nella preparazione di dolci e crostate.

Giro d’Italia a tutta birra

Tra le Bandiere del gusto troviamo numerosi vini prodotti in varie regioni, ma anche alcune birre speciali, nello specifico quella di Savignone (Liguria), quella di Fiemme (Trentino) e quella della Valganna (Lombardia). Si tratta di tre preparazioni che vantano caratteristiche artigianali uniche che si fondano sulla leggerezza e il contenuto di vitamine, sulla qualità dell’acqua e sui pregi del lupino e dei luppoli selvatici, riscoperti dopo lunghe ricerche sul territorio e lavorati usando le tecniche e i metodi di una volta.

Non farti sfuggire le sagre dedicate a birre e vini locali!

Lombardia Valganna

Valganna in Lombardia

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