Fairbnb.coop fa scuola tra gli esempi di sharing economy

31_Ago_2021Cooperative, Overtourism, Visione

L’impatto sociale ed economico del diffondersi di case vacanze, in particolare nei centri storici delle città d’arte, è sempre più evidente, e la ricerca di una soluzione sempre più urgente. A giudizio di molti ricercatori, un contributo può giungere da piattaforme cooperative e da concreti esempi di sharing economy, come Fairbnb.coop.

Sin dall’inizio del nostro viaggio nel 2016 come movimento che cercava un’alternativa etica alle piattaforme per affitti brevi turistici esistenti, l’esperienza di fairbnb.coop ha attirato l’attenzione di molti studiosi e ricercatori in tutto il mondo.

Già Habini, Kim e Laroche, nel loro studio “From sharing to exchange” del 2016, evidenziano la retorica che si cela dietro ai discorsi proposti da supposti esempi di sharing economy come le grandi compagnie globali, utile soltanto a celare la tradizionale economia di scambio e di estrazione del valore del sistema capitalistico.

Per questo motivo, non appena fairbnb.coop attiva la versione beta della propria piattaforma, nel 2018, suscita l’immediato interesse di molti ricercatori che, come Jennie Germann Molz del College of the Holy Cross (Massachusetts, U.S.A.), individuano nel nostro progetto un modello di business alternativo capace di superare le distorsioni del mercato.

Nel 2020 è direttamente la Commissione Europea ad accendere i riflettori su Fairbnb.coop.

Sulla base di uno studio approfondito di casi di piattaforme sociali in Grecia, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito, viene infatti pubblicata una relazione su “Tecnologie digitali ed economia sociale“, elaborata da Q-PLAN International, Manchester Institute of Innovation Research e UNU-MERIT, nella quale si esplorano opportunità e sfide per l’economia e le imprese sociali: in questo rapporto, Fairbnb.coop è menzionata, insieme ad altre esperienze in Europa, come una delle good practices che mostrano come le tecnologie digitali possano essere messe al servizio di uno scopo sociale.

“Il potenziale offerto da piattaforme sociali come Fairbnb.coop può aiutare l’economia sociale a perseguire in modo più efficace la sua missione e visione e a diventare (più) sostenibile nel tempo.”

Non si tratta di analisi senza fondamento, non supportate dai dati: all’inizio del 2021 lo studio di Petruzzi, Marques e Sheppard, “To share or to exchange: an analysis of the sharing economy characteristics of Airbnb and Fairbnb.coop”, utilizza uno Sharing Index (SI) e uno Sharing Economy Continuum (SEC) per misurare in maniera scientifica il grado di condivisione e di scambio di ciascuna organizzazione, con risultati che non lasciano adito a dubbio.

sustainable tourism

Dagli esempi di sharing economy alle pratiche del turismo sostenibile

Ancor più di recente, un gruppo di studio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, coordinato dal Professore Jan Van der Borg nell’ambito del corso avanzato sull’Economia del turismo, ha evidenziato come il turismo possa divenire un elemento di sviluppo, non solo in termini economici e occupazionali, ma anche di ricchezza culturale, di equità sociale, ambientale e territoriale, grazie a esperienze come Fairbnb.coop.

Il nostro modello di turismo sostenibile, infatti, introduce un nuovo soggetto nella relazione tra turista e proprietario di casa: la comunità locale. I vantaggi sono molteplici:

  • una collaborazione più efficace tra turisti, residenti ed enti governativi;
  • esperienze di viaggio più autentiche e genuine;
  • il recupero di saperi locali;
  • per le comunità si producono benefici in un’ottica di sostenibilità compatibile con l’Agenda 2030.

Il modello di turismo sostenibile di Fairbnb.coop, a giudizio del gruppo di studio veneziano, si fonda su tre presupposti:

  1. la trasparenza, perché collaboriamo con le amministrazioni pubbliche per garantire solo alloggi legali, in regola con tasse e permessi, e perché condividiamo i dati, salvaguardando ovviamente privacy e sicurezza degli utenti, in modo che possa essere analizzato il reale impatto del turismo;
  2. una circolarità che crea valore reale per i residenti, perché destiniamo il 50% delle commissioni di prenotazione della piattaforma al finanziamento di progetti delle comunità, scelti e gestiti dai partner locali;
  3. l’auto-regolamentazione che comporta, nelle città e nei quartieri più colpiti dalla turistificazione, l’applicazione della regola “1 Host, 1 Casa” e l’accettazione soltanto di proprietari che offrono una sola casa sul mercato turistico, mentre i grandi investitori immobiliari, che fanno incetta di proprietà nei centri storici destinandoli ai turisti anziché ai residenti, vengono esclusi.
sharing economy examples

Diventa un caso di studio: unisciti al movimento Fairbnb.coop

In queste ricerche viene inoltre dato grande risalto alle possibilità di partecipazione e collaborazione attiva offerte da Fairbnb.coop: reti di host, attivisti, enti locali e associazioni possono aprire un Nodo Locale nelle proprie città e regioni per facilitare lo sviluppo e la personalizzazione di questa community, secondo quelle che sono le esigenze del territorio e attraverso progetti finanziabili nel rispetto dei valori condivisi con le comunità stesse.
Se invece gestisci una casa vacanze, un b&b, un agriturismo o una struttura ricettiva più tradizionale, puoi inserire il tuo annuncio gratuitamente sul sito, contribuendo al finanziamento di progetti sociali nella propria area.
Oltre che contribuire a contrastare lo spopolamento e la “disneyficazione” delle città a vocazione turistica, ossia la loro trasformazione in grandi parchi per turisti, piattaforme come Fairbnb.coop possono anche favorire lo sviluppo sostenibile ed ecocompatibile di località rurali. Qui, infatti, le reti di agriturismi, b&b e case vacanze possono essere utili a valorizzare aree geografiche rilevanti dal punto di vista naturalistico o culturale, ma ancora estranee ai flussi turistici, proprio perché non sufficientemente attrezzate dal punto di vista ricettivo, data la scarsa economicità di strutture ricettive tradizionali: in aree marginali, infatti, difficilmente e possibile attivare flussi stabili e quantitativamente sufficienti a superare la soglia di sopravvivenza di una struttura alberghiera.

Fairbnb.coop può essere la soluzione “Fair” per lo sviluppo del turismo sostenibile nella tua regione.

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Come funziona:
Con noi l'Host non paga nulla,
il Guest non spende di più
ma i vantaggi vanno a tutta la comunità.

Infatti il 50% della nostra commissione viene donato ad un progetto sociale della comunità in cui si reca il viaggiatore

Questo è quello che noi chiamiamo
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