Cose da fare a Bologna: 6 angoli imperdibili

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Città etrusca, poi celtica, romana, poi ostrogota, bizantina, longobarda, quindi appartenente al papato. Un crogiolo di civiltà, culture e tradizioni che persiste ancora oggi e che dona al capoluogo dell’Emilia-Romagna un fascino particolare: scopri le migliori cose da fare a Bologna con Fairbnb.coop.

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Cose da fare a Bologna: Parco della Montagnola

Things to do in Bologna

 

La Scalinata del Pincio che conduce al Parco della Montagnola – Credits: Sailko / CC BY-SA

Se anche tu fai parte dei tanti turisti che raggiungono il centro di Bologna in treno, sicuramente inizi da Via dell’Indipendenza. Quest’ultima è una delle arterie principali del cuore turistico cittadino, che costeggia il vasto parco pubblico della Montagnola, considerato come uno di famiglia da chiamare semplicemente “La Montagnola”.

Le persone in carrozzina possono accedere dall’ingresso situato in Via Irnerio, come si addice a una destinazione turistica accessibile. I sentieri interni non sono tutti pianeggianti, ma è possibile percorrerne una parte respirando l’atmosfera multietnica locale. Un meraviglioso comprensorio in cui cercare case vacanze, con una splendida vista su alberi secolari.

La Montagnola è il più grande parco pubblico del centro storico. Nasce sulle macerie della fortezza di Porta Galliera, in parte destinata ad uso pubblico nel 1662. Per assumere l’aspetto attuale, bisogna aspettare l’arrivo di Napoleone, che voleva lasciare alla città un simbolo dello stile francese.

Nel 1848 il Parco della Montagnola fu teatro della battaglia per l’espulsione degli austriaci da Bologna, vinta dalle forze dell’insurrezione popolare. Alla fine del XIX secolo fu realizzata la monumentale Scalinata del Pincio d’ingresso.

 

 

Piazza Maggiore

Piazza Maggiore

Piazza Maggiore

Piazza Maggiore è la piazza principale della città dove spicca la Fontana del Nettuno, il trecentesco Palazzo Comunale sul lato ovest, il cinquecentesco Palazzo dei Banchi a est e l’imponente Basilica di San Petronio con la sua facciata incompiuta a sud . Sul lato opposto è presente il Palazzo del Podestà a completamento degli edifici a servizio della comunità, a partire dal 1400 quando il Comune realizzò la piazza che possiamo vedere oggi.

Il pavimento medievale è quello originale, piuttosto ben conservato e nonostante le vibrazioni merita di essere visitato in lungo e in largo.

 

 

Basilica di San Petronio

San Petronio

La facciata sud della Basilica di San Petronio

Questa basilica merita una menzione speciale per la sua importanza architettonica e religiosa. È ancora uno dei migliori esempi di gotico italiano. Inoltre è uno dei più grandi monumenti della città, oltre ad essere la quinta basilica in stile gotico più grande del mondo.

Lunga 132 metri, larga 60 metri, alta 45 metri e una facciata che culmina in 51 metri. La basilica può ospitare circa 28.000 persone, accogliendo 4 persone per metro quadrato.

È un punto di riferimento accessibile ai disabili, nonostante il piano interno abbia livelli diversi tra le sue diverse aree. Comunque soddisfa le aspettative del turismo accessibile.

La costruzione della Basilica iniziò nel 1390. I Guelfi, sostenitori del Papa, sconfissero i Ghibellini, sostenitori del Sacro Romano Impero. Il Papa finisce per murare per 60 anni la vecchia chiesa per dirottare i soldi dei fedeli verso il nuovo edificio. La costruzione era stata ultimata solo 268 anni dopo, con la facciata incompiuta per mancanza di denaro.

 

 

Le Due Torri: Garisenda e Asinelli

Bologna's Two Towers

Vista della Torre Garisenda dalla Torre degli Asinelli

Le torri medievali costruite a Bologna durante i secoli XII e XIII che sono arrivate ai giorni nostri sono quasi 30, ma quelle esistenti che tecnicamente si possono definire torri sono solo 9.

Avevano una funzione difensiva, per osservare dall’alto le possibili minacce al di fuori delle mura di cinta. Furono costruite anche dalle famiglie più importanti, come simbolo di prestigio.

Le due torri più famose sono Garisenda e Asinelli, ma solo la seconda è visitabile: 498 gradini per salire i suoi 97 metri di altezza. La Garisenda è alta circa la metà.

Non c’è l’ascensore quindi la Torre degli Asinelli non è un vero punto di riferimento del turismo accessibile, ma merita una tappa per vedere da vicino le botteghe artigiane alla sua base.

 

 

Chiesa di Santo Stefano

Chiesa di Santo Stefano

 

Chiesa di Santo Stefano – Credits: Paolobon140 / CC BY-SA

La Chiesa di Santo Stefano è un insieme di edifici sacri che formano il più noto complesso delle “Sette Chiese”. Un connubio architettonico emozionante e unico, insieme all’annesso chiostro medievale e al Museo di Santo Stefano.

Tutti edifici molto antichi che, anche se risalenti ad epoche diverse, mantengono una certa omogeneità stilistica, rendendo questo complesso il monumento romanico più interessante e meglio conservato di Bologna. 

La chiesa non è accessibile in carrozzina, ma visibile attraverso un accesso dal suo chiostro.

È probabile che il progetto originario risalga al V secolo quando il vescovo Petronio, dopo un viaggio in Terra Santa, volle riprodurre i luoghi sacri di Gerusalemme nel capoluogo emiliano. Nel corso degli anni i lavori di modifica e restauro hanno modificato l’aspetto antico, riducendo a quattro il numero delle originarie sette chiese.

 

 

Cose da fare a Bologna: Quadrilatero e Mercato di mezzo

Things to do in Bologna Cose da fare a Bologna Quadrilatero

Il Quadrilatero di Bologna – Credits: https://amilanopuoi.com

Varcando la facciata del Palazzo dei Banchi nella piazza principale, si entra nel quartiero quadrilatero del mercato di mezzo. È cosiddetto “Quadrilatero” per la geometria del suo impianto romano, all’interno del quale sono collocate la maggior parte delle botteghe artistiche e artigiane.

Attualmente questa zona è ancora ricca di negozi tradizionali, rosticcerie e locali dove mangiare. Non si può dire di essere stato a Bologna senza aver provato il cibo locale, che le è valso l’appellativo di “Bologna la Grassa”.

L’atmosfera è emozionante. L’immersione in quelle stradine, piene di profumi, suoni e persone, ti fa immaginare di essere tornato indietro nel tempo.

Gli utilizzatori della carrozzina dovranno essere pazienti per rotellare lungo quei vicoli affollati. Vale decisamente la pena!

 

 

Cose da fare a Bologna: cenni storici

Cose da fare a Bologna Things to do in Bologna

Bologna deve il suo nome attuale al nome celtico di Bona.

I romani collocano Bononia lungo la via Emilia, o via Emiliana. Questo determinerà l’incrocio tra la Pianura Padana, Torino, Milano, Venezia da un lato e la Toscana con Firenze, Pisa e Siena dall’altro.

Quando l’Impero Romano d’Occidente crollò, Bologna divenne una roccaforte dell’Esarcato di Ravenna appartenente all’Impero Bizantino. I Longobardi invasero la città. Carlo Magno la riprese nel 786, così Bologna entrò a far parte del Sacro Romano Impero.

Intorno al 1000 d.C., Bologna acquisì l’autonomia e ottenne concessioni legali ed economiche dall’Impero. Da qui la nascita della più antica Università d’Europa, che le è valsa l’appellativo di “Bologna la Dotta”.

La città si unì ad altri comuni dell’Italia settentrionale contro l’imperatore Federico Barbarossa, il quale si sentì in dovere di conferire alle città della Lega Lombarda diverse prerogative politiche ed amministrative; si è astenuto dalla nomina del Podestà, riconoscendo la piena legittimità dei consoli nominati dai Comuni.

Dovevano prestare giuramento di obbedienza all’Imperatore e ricevere il mandato da lui. In cambio, l’Imperatore avrebbe ricevuto un risarcimento e cibo per le truppe imperiali e i cavalli, nel caso fosse sceso in Italia.

La città diventa un importante centro commerciale. I suoi canali consentono il transito di grandi quantità di merci e forniscono energia per lo sviluppo dell’industria tessile.

Intorno al 1300 il governo era instabile: il potere passò ai Visconti, poi al Papa, poi ad altre famiglie bolognesi di alto rango. Tra il 1445 e il 1506 la famiglia Bentivoglio governò la città e aprì il fiorente periodo del Rinascimento.

La storia più recente si riferisce ai bombardamenti angloamericani del 1943, che distrussero parzialmente Bologna e le sue infrastrutture (soprattutto la sua stazione ferroviaria). La città fu liberata dai nazisti nell’aprile 1945 dall’esercito polacco: da qui la profonda tradizione della sinistra, con un vivo ricordo dell’attività partigiana.

 

Riccardo Corradino

Riccardo Corradino

Consulente Legale e SEO Copywriter

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