Photo by Emanuele Dal Carlo

In momenti come questi è facile perdere la speranza; guerre di dazi, guerre vere e proprie, Brexit, un futuro incerto e adesso la pandemia COVID-19, il Coronavirus, sono colpi letali alla fiducia di chiunque ma noi di Fairbnb.coop abbiamo deciso di essere ottimisti. Dopo tutto solo dei veri ottimisti potrebbero anche solo sognare di cercare di cambiare l’industria del Turismo tentando di trasformarla da un settore quasi esclusivamente estrattivo ad una reale opportunità per tutti coloro che , volenti o meno, ne sono coinvolti.

Il mondo che emergerà da questa crisi sarà molto diverso da quello a cui ci siamo abituati, sta a tutti noi decidere se sarà un mondo migliore o no.
Risorgeremo e continueremo a comportarci esattamente nella stessa maniera di prima o impareremo, adattandoci per superare le prossime crisi grazie ad un rinnovato modello di società?

Le recenti crisi economiche, climatiche e la pandemia che stiamo vivendo hanno messo in luce tutti i limiti e le fragilità di una società dominata dal profitto, che ha dimenticato che in fondo, eliminati tutti gli orpelli del consumismo, la società è fatta di persone e che il mondo è un bellissimo e complesso organismo vivente dove noi umani, l’ambiente e le creature viventi siamo tutti connessi e interdipendenti.

Milano – Empty cause CoronaVirus – Photo by Mick De Paola on Unsplash

Il collasso dell’Industria del Turismo che stiamo vivendo è un esempio lampante di come queste sfide globali ci possano insegnare qualcosa di importante.

Qui a Fairbnb.coop siamo in contatto con dozzine di comunità locali e migliaia di Host e operatori turistici di tutto il mondo che sono comprensibilmente spaventati dal loro futuro. Gli stop ai voli e le quarantene hanno messo sotto pressione un mercato già molto competitivo, teatro di una mentalità spesso spietata, con piccoli operatori in lotta contro grandi investitori/speculatori capaci di gestire la politica dei prezzi e contro intermediari che si sono imposti in posizioni di semi-monopolio, adesso capaci di imporre commissioni irragionevoli a chi vuole accedere al mercato.

In queste comunità che volenti o nolenti hanno accettato che il Turismo fosse spesso l’unica o principale fonte di guadagno, lo shock e la paura si sono presto tramutati in panico vero e proprio quando le persone hanno finalmente realizzato l’enormità dell’errore commesso.

 

Ci sono famiglie che hanno velocemente investito tutte le loro risorse accendendo mutui per acquistare più e più appartamenti da dedicare in modo esclusivo ad affitti brevi turistici, famiglie i cui membri hanno abbandonato le loro carriere professionali in altri settori per buttarsi anima e corpo ad inseguire il sogno di vivere solo facendo dal reddito dei propri immobili. Queste persone sono giustamente spaventate, hanno messo le uova tutte nello stesso paniere e adesso il paniere è in fiamme.
Gli hanno venduto un sogno non sostenibile e che in tempo di crisi non è neanche realistico.

Lo stesso accade per gli operatori professionali nel settore dell’ospitalità tradizionale, imprenditori che, invece di diversificare i loro investimenti o usare i loro profitti per creare una economia più flessibile nelle comunità in cui operano, hanno scelto di massimizzare il loro profitti e contribuire a convertire le loro comunità in destinazioni con mono cultura turistica.

Il Turismo ha spesso rappresentato una strada a senso unico per gli investitori, vi entrano con la speranza di facili guadagni ma raramente reinvestono i lauti profitti che ne derivano in altri settori, diversificando e quindi contribuendo a costruire un sistema economico più flessibile e resiliente. Abbiamo sentito più volte di capitali raccolti altrove che venivano travasati nel settore turistico ma è ben più raro venire a conoscenza di altri settori che sono stati direttamente oggetto di investimento da parte del settore turistico.

Progettare un sistema che può funzionare solo in tempi di vacche grasse è palesemente una scelta discutibile eppure sembra essere stata l’unica scelta possibile in una società dominata dal mercato.

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Per contro, in comunità dove il turismo è solo una delle industrie presenti sul territorio e dove ci sono esempi positivi di economia circolare, diversificazione e una coesa partecipazione sociale, lì c’è un sentimento generale di maggiore fiducia nel fatto che la natura resiliente della loro struttura sociale li aiuterà a a proteggersi dai deleteri effetti di queste tempeste epocali. Le famiglie che usano gli affitti brevi turistici per integrare il budget familiare e che non si sono completamente convertite all’attività di Host hanno meno da temere e sono comunque, secondo i nostri parametri, più “sostenibili”. Lo stesso vale per quegli imprenditori che non hanno scommesso solo sul turismo ma hanno usato i loro profitti per diversificare ed ampliare i propri investimenti.

In Fairbnb.coop abbiamo sempre creduto che un approccio più moderato, ragionevole e sostenibile al Turismo fosse la strada giusta. I profitti che ne derivano dovrebbero essere reinvestiti in un contesto di economia circolare, aiutando così a creare un ambiente economico più diversificato, capace di affrontare queste tempeste e aiutare le comunità, sia in tempi bui come adesso che a maggior ragione durante i periodi di espansione economica.

Bisogna guardare al mondo come ad una rete di reti dove siamo tutti connessi ma dove siamo anche in grado di minimizzare gli effetti delle crisi globali costruendo comunità locali più resilienti. Una rete dove i singoli nodi sono più forti e non collassano sotto pressione, dove se un nodo va in crisi gli altri hanno la forza per sostenerlo invece che venirne travolti.

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Il sistema cooperativo mette a disposizione degli strumenti perfetti per implementare questo tipo di modelli, offrendo sistemi di governance più democratici e partecipati e nodi di cooperazione che possono influenzare in modo positivo tutta la società che li circonda.
Ripensare l’industria del Turismo usando dei modelli cooperativi potrebbe essere la risposta che stiamo cercando quando ci interroghiamo su come costruire una versione migliore della nostra società.
Proviamo ad immaginare delle Cooperative di Host, Cittadini e Lavoratori in ogni comunità, aziende solidali che accolgono solo Host regolari, che impiegano in modo legale e con stipendi ragionevoli chi si occupa di pulizie, manutenzione, check-in e rapporti con gli ospiti; essendo parte integrante della comunità in cui prosperano e partecipate democraticamente dai cittadini, queste cooperative avrebbero la saggezza, la forza e la responsabilità per trattare direttamente con le amministrazioni locali e con le piattaforme globali con l’obiettivo di promuovere regole sostenibili per il mercato in cui operano e che beneficerebbero tutta la comunità che le circonda.
Questo è il tipo di strutture che potenzialmente potrebbe evolvere dal concetto di nodi locali di Fairbnb.coop.

Quindi, alla fine del tunnel si intravede una luce, la buona notizia è che in fondo potrebbe non essere un treno e che con l’approccio giusto (fair) potrebbe essere una luce che brilla su un mondo migliore.

Photo by Mohit Tomar on Unsplash
Photo by Mohit Tomar on Unsplash

Ecco in breve la nostra ricetta per il mondo che verrà:

– Un mondo aperto e resiliente,

– comunità locali più forti e con economie diversificate,

– prima le persone e NON prima il profitto,

– un approccio più sostenibile e responsabile in tutti i nostri comportamenti.


Letture consigliate:


Nel frattempo state a casa, al sicuro e restiamo umani.

Ci vediamo al di là del tunnel!
Un abbraccio (virtuale e a distanza di sicurezza) a tutti.

Emanuele Dal Carlo

Presidente e CMO di Fair Bnb Network società cooperativa