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Su Fairbnb.coop non ci sono progetti di comunità troppo piccoli o troppo grandi. La loro importanza viene misurata non tanto dall’impegno economico ma dal potenziale impatto che possono avere su cittadini e ospiti della città.

Nel caso di Venezia era impensabile non partire con un progetto che si rifacesse alla radicatissima cultura dell’acqua ed il progetto di restauro degli Squeri San Isepo rappresenta una sintesi perfetta tra tradizione e innovazione, tra centralità della cultura del luogo e la sua condivisione con gli ospiti della città.

La tradizione degli squeri è antica quanto Venezia, essendo questa città indissolubilmente legata all’acqua e quindi alle imbarcazioni per il trasporto: “barca xe casa” fu detto per secoli a Venezia, la barca è casa. L’etimologia del nome “squero” potrebbe essere legata alla parola dialettale squara, ossia la squadra, strumento di lavoro fondamentale. Secondo altre fonti, potrebbe derivare dal greco eschárion, cioè “cantiere”.

Quando a Venezia in passato si parlava di mestieri si diceva che erano Arti, intese come corporazioni, nel termine di origine medievale. Erano associazioni giuridicamente riconosciute dal governo della Repubblica, che raggruppavano tutti coloro che esercitavano lo stesso mestiere o professione. Coloro che lavoravano con varie mansioni negli squeri erano gli “squeraroli”, tra questi il falegname carpentiere e il calafato, la cui opera era un lavoro difficile e di precisione, tanto che anticamente ci volevano 8 anni di apprendistato per diventare “maestro calafato”.

Il Progetto prevede la creazione del Centro di Valorizzazione degli Antichi Mestieri Tradizionali Veneziani dell’Acqua.

Una nuova vita per lo squero grando: ristabilirlo nella sua forma originale e renderlo operativo, in modo da renderlo anche un laboratorio didattico per le vicine scuole nautiche e un’interessante aggiunta alla cultura veneziana.

Alla guida del progetto 150 anni di storia e tradizione artigiana.

La Società di Mutuo Soccorso fra Carpentieri e Calafati è stata fondata a Venezia nell’anno 1867 ed è riconosciuta quale la più antica tra le associazioni oggi esistenti in città.
Nel corso del 2017 la società ha festeggiato i 150 anni di attività, potendo fregiarsi del titolo di associazione cittadina più antica di Venezia.

Erede morale delle antiche schole picole, sodalizi che ai tempi della Serenissima Repubblica riunivano fra loro gli artigiani appartenenti alla medesima “Arte” e, nel nostro caso, anche le varie categorie di arsenalotti (operai dell’Arsenale), ovvero la schola dei Calafai a l’Arsenal e la schola dei Marangoni da nave.

L’attività principale, la mutua assistenza, si basa sulla condivisione delle risorse che vengono messe a disposizione dai singoli iscritti attraverso il versamento annuo del contributo mutualistico.

La centenaria società possiede anche un santo patrono: San Foca, protettore dell’antica Arte dei Calafai de l’Arsenal.

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